lunedì 25 agosto 2008

La lettera di Walter Veltroni a 'Repubblica'-18 agosto 2008

Lo scorso 18 agosto La Repubblica ha pubblicato una bellissima lettera di Walter Veltroni sul valore della memoria e l'importanza dei ricordi.
Ne riporto il testo perchè credo che spieghi perfettamente e con semplicità l'importanza della nostra memoria storica, troppo spesso dimenticata o non considerata abbastanza.
Buona lettura a tutti!!

"Caro direttore, quattro ragazzi piemontesi, come ha raccontato nel suo bell´articolo Fabrizio Ravelli, girano l´Italia a raccogliere, sulla strada, le testimonianze e i ricordi dei vecchi del nostro paese, per farne una banca della memoria consultabile su Internet. A Pieve Santo Stefano si raccolgono, in quello che credo sia il più importante archivio di storia nazionale, i diari scritti da italiani qualunque.I ricordi, le storie, i drammi, i sogni di persone che non hanno altro titolo per raccontare di loro se non quello di aver vissuto, di aver attraversato ore, giorni, mesi, anni della vita. Vita spesso condizionata dalla grande storia: quella che fa le guerre, le battaglie, le malattie, le ingiustizie.Il grumo di vita vera che le vicende umane di Pieve Santo Stefano e di www.bancadellamemoria. it raccontano ci ricordano che tutto non può essere riassunto in grafici colorati e in parole sagge. La storia grande, quella sistemata ordinatamente nei libri, ha significato un padre scomparso in Russia, una sorella devastata dal tifo, un figlio trasformato in una sagoma dipinta con il gesso sulla strada. La memoria. Ciò che ci fa, storicamente e soggettivamente, quello che siamo. La memoria, ciò che stiamo perdendo.E chi la conserva, la tutela, la diffonde fa qualcosa di paragonabile allo sforzo degli scienziati che, studiando il Dna, immaginano di farci vivere a lungo, magari in ottime condizioni.Nel film di Ridley Scott "Blade Runner", una profezia di futuro cupo, l´uomo è riuscito, come in effetti è vicino a fare, a riprodurre se stesso. Così, nel film, esistono uomini che sono "replicanti", perfetti in ogni dettaglio. Salvo uno: non conoscono le emozioni, non le conoscono perché non hanno la memoria. E se, in fondo, fosse questa la vera epidemia moderna? Non una delle mille paure che hanno attirato la nostra fuggevole attenzione per un attimo: Ebola, la Sars...La vera epidemia del nostro tempo è la perdita della memoria. Uno dei più bei romanzi degli ultimi anni è, per me, l´opera prima di un ragazzo americano di ventisei anni (la stessa età del Premio Strega Paolo Giordano, ricordarsi di avere fiducia nei giovani). Si chiama Stefan Merrill Block ed ha scritto una meravigliosa storia, anzi due in una, che si intitola in Italia: "Io non ricordo".E´ un affresco a due voci sulla diffusione di una variante precoce dell´Alzheimer. E´ la descrizione di quello che questa malattia produce: la progressiva, inarrestabile, perdita di sé. Come da bambini a poco a poco si impara e si assume consapevolezza di sé e del mondo, così l´Alzheimer progressivamente cancella ogni cognizione, ogni ricordo, persino la consapevolezza della propria identità.Da sindaco ho cercato, con il mio assessore agli Affari Sociali, di costituire centri in ogni Municipio di Roma per assistere i malati e dare sollievo alle loro famiglie. Parlando con i figli ci si sente raccontare, inevitabilmente, il momento in cui il proprio padre li ha guardati, semplicemente guardati, senza capire chi fossero. Nel libro di Merrill Block uno dei malati sottopone a chi lo va a trovare a casa un foglio prestampato in cui dice: «La prego di perdonare i miei strani commenti e di non offendersi se dimentico completamente chi è lei». Tra le domande del questionario ci sono, anche, «rapporto con me» e « le devo dei soldi? Se sì, per favore descriva quanti e per cosa». La vita si cancella, si fa un buio totale.La vita non ha passato e non ha futuro. E´ un puro presente, un quotidiano leggero e inutile. Perché deprivato di quel senso che è la somma del tempo vissuto e delle attese, biologicamente ogni volta inedite, del tempo che verrà per sé e per il prodotto del proprio sangue. Ma il valore di "Io non ricordo" sta anche nel dirci che la rimozione della memoria non è solo una malattia o una tragedia individuale, ma un fatto storico e sociale. E noi stessi, osservando il paesaggio della nostra società, abbiamo la sensazione che lo "spirito del tempo" dominante tenda a cancellare il passato, la storia collettiva, le tragedie e le rinascite tutto agglutinando in una informe massa nera, giudicata inutile perché passata e dunque non utilizzabile in modo speculativo.Lo "spirito del tempo" si alimenta di una frenetica bulimia di presente, rifiuta la coscienza e i valori che vengono dalla storia, perché inutili. Ma rifiuta anche la passione per un futuro da fare insieme, perché sogni buoni solo per gli idealisti. Così la nostra società vive terremoti devastanti che durano meno di un´edizione straordinaria, non trasmette valori che ha rimosso, non restituisce quella combattiva voglia di futuro, quella energia che è il solo antidoto allo sfarinamento morale e sociale di una comunità.Hanno, in questo senso, ragione Nanni Moretti ed Eugenio Scalfari quando parlano della perdita dello spirito pubblico di una nazione che si trova, spesso, a vedere cancellati i confini di sé: il valore della legalità, della verità, della coerenza, del primato dell´interesse pubblico su quello privato.Ieri non esiste e domani non dipende da te. Non sei un cittadino, ma uno spettatore. Non sei un cittadino, ma un consumatore della società. Con queste certezze il nostro tempo finisce col farsi vuoto di senso. E con il lasciare spazio a paure parossistiche, quasi ancestrali. E ad egoismi eccessivi, quasi infantili.Lo dico pensando al mio ruolo. Credo che a noi, a me, spetti in primo luogo il coraggio di essere sé stessi quando questo appare più difficile. Sento semmai il bisogno di rendere sempre più chiaro, per il bene della nostra nazione, l´alternatività di valori e progetti sociali che rendono differenti gli schieramenti e le culture politiche. Tanto più ora.Omologarsi come Zelig, piegarsi al nuovo pensiero unico è facile e vantaggioso ma è un atto di rinuncia, una manifestazione di sfiducia nelle proprie ragioni e, talvolta, persino nella propria storia. Cambiare sé stessi, senza rinunciare a testimoniare la grandezza di un percorso umano e senza rinunciare a immaginare e costruire, attraverso proposte realistiche, un presente e un futuro migliore. A cosa servirebbe altrimenti la politica?Italo Calvino diceva di una certa idea pacchiana della modernità che essa è «come un cimitero di macchine arrugginite». E´ proprio quello che penso sia, oggi, l´idea di società di chi rimuove il passato e spegne il futuro. La società italiana, anche in ragione della sua drammatica crisi sociale e civile, si accorgerà presto che non si può vivere e crescere senza una visione e un´idea forte.Ricordo ancora le parole di Merrill Block che raccontando, dentro il dramma dell´Alzheimer, una storia fantastica, quella di un luogo chiamato Isidora, un luogo in cui la vita vale la pena di essere vissuta, dice: «E tuttavia, la verità è che in qualsiasi caso, che tu cerchi Isidora oppure no, l´idea di Isidora è incrollabile. Si dice spesso che perfino il cinico, posando la sua vecchia testa carica di realismo sul guanciale, non possa fare a meno di vedere Isidora nei suoi sogni, non possa fare a meno di sognare Isidora al di là di ogni buon senso».

mercoledì 20 agosto 2008

Grazie Alessandra!



Che dire!Dopo l'oro di Sidney 2000 e i bronzi di Atlanta 1996 e Atene 2004, la grande Sensini ha conquistato la sua quarta medaglia olimpica (argento) dopo avere effettuato una Medal race spettacolare.

E' davvero una grandissima campionessa e nonostante le condizioni meteo in queste settimane siano state tutt'altro che vantaggiose per un'atleta come lei abituata a venti forti, la classe che l'ha sempre contraddistinta le ha permesso di salire nuovamente sul podio.

Per tutti coloro che la sostengono e che tifano per lei non c'è rimpianto o rammarico per il non avere conquistato la medaglia d'oro. Ha garaggiato benissimo, è stata meravigliosa e siamo enormemente orgogliosi di lei.

Grazie Alessandra!!

domenica 17 agosto 2008

Finalmente mare!

Finalmente dopo un anno di duro lavoro, spostamenti da un ufficio all'altro, con tanto di nuovi colleghi, posso godermi qualche giorno di meritato riposo.
Qui a San Felice la vita scorre come sempre in maniera molto rilassante..Mare mattina e pomeriggio,bicicletta quando il fisico regge (praticamente mai!!), cene lucculliane che trovano casa sui fianchi..E che prontamente cerco di eliminare con una camminata di due ore subito dopo cena!
Di positivo c' è che in 8 giorni sono riuscita nell'impresa che mi erao prefissata...Cercare di leggere quanto più possibile!
Al momento mi sento di consigliare le seguenti letture:

"Questo amore" di Roberto Cotroneo

La storia è raccontata in prima persona da una donna, Anna, una libraia. Era una giovane professoressa, un tempo, quando ha conosciuto Edo, colui che sarebbe diventato suo marito. E Edo era un calciatore alla fine della carriera, un calciatore anomalo, innamorato dei libri e con un sogno nel cassetto: prendere la licenza liceale e aprire una libreria. E questa libreria diventa la realizzazione di un ideale intellettuale e di un sogno d'amore, finchè all'improvviso, un giorno, Edo scompare...

Il messaggio è chiaro:l'amore vero non conosce ostacoli e può andare oltre il tempo e lo spazio.
Bellissimo, semplice e profondo allo stesso tempo, con un finale a sorpresa..Un libro che non si può non amare!

"Guarda come ti amo" di Luis Leante

È la vita di una donna sui cinquant'anni, in crisi dopo un divorzio e la morte della figlia. Incidentalmente scopre la fotografia di un vecchio amore dell'adolescenza fino ad allora ritenuto morto. Nella sua fuga in avanti, decide di scoprire cosa ne è stato di quel fidanzato. E questo la porta fino al Sahara, fino ai campi per rifugiati saharawi." La figura di Montse Cambra , protagonosta del libro rappresenta sotto certi aspetti quella parte che ogni donna sa di possedere e che vorrebbe riscoprire: forte, romantica, coraggiosa fino al punto di partire alla ricerca di un amore mai dimenticato.
Il viaggio nel deserto è costellato di avventure, di incontri, tra rifugi di fortuna, oasi e scontri con culture diverse.

Libro molto bello, una ricerca del proprio passato e del primo amore tra la dolcezza dei ricordi.

"La vita che volevo" di Maribeth Fischer

Grace è considerata da tutti una madre perfetta. Madre coraggio. Suo figlio, Jack ha tre anni e combatte fin dalla nascita contro una malattia che i medici non sanno curare. Grace sa che il suo piccolo è destinato a morire, che il volto di lui, con i suoi riccioli rossi e le sue lunghe ciglia, e la sua vocetta incerta mentre farfuglia "mamma" non la accompagneranno a lungo. E tuttavia non si rassegna. Non ci riesce. Non può. È una madre, perciò lotta al fianco di Jack, interrogando i dottori, documentandosi su ogni diagnosi e medicina e facendo di tutto per dare al figlio l'illusione di una vita vera. Ora, però, qualcuno sta insinuando la più atroce delle accuse. Crede che Grace non sia così perfetta come da a vedere, che la sua dedizione nasconda una realtà atroce e ben più morbosa. Grace inizia a vivere sospettando di tutti dottori, infermiere, e perfino di suo marito. Perché lei sa fin troppo bene che il tradimento è una bestia feroce che ti affonda le unghie nel cuore avvelenandoti l'anima. Lo sta provando sulla propria pelle avendo ceduto alla tentazione di una relazione extraconiugale con Noah, il suo primo amore, e per questo non sa darsi pace. Intanto la malattia di Jack si aggrava e Grace non può stargli vicino proprio quando il bimbo avrebbe più bisogno di lei.

Vale la pena di leggerlo solo per non dimenticare che spesso accuse , infondate come quella rivolta a Grace, possono distruggere non una ma più vite umane.

"Forse mi uccideranno domani" di Ingrid Betancourt

Ingrid Betancourt è una donna fragile ma dalla volontà di ferro, che ha fatto della lotta alla corruzione e ai cartelli della droga la sua ragione di vita. La sua colpa è quella di aver denunciato, davanti al Parlamento, il coinvolgimento dell'allora presidente colombiano Ernesto Samper con i narcotrafficanti. Da allora hanno provato a fermarla in ogni modo: cercando di assassinarla, costringendola a separarsi per lunghi periodi dai suoi figli per proteggerli dai sicari, sabotando la sua attività di senatrice con finti scandali ed espulsioni dall'aula. Nel 1998 - alla testa di un partito che non a caso ha chiamato Oxigeno - si candida alle elezioni per il Senato e risulta la più votata. È la seconda tappa per avvicinarsi all'ambizioso obiettivo delle elezioni presidenziali del maggio 2002. Ingrid Betancourt è riuscita a dare ai suoi compatrioti la speranza di un domani migliore, in un futuro di pace e giustizia, ritrovando la forza per distruggere dalle fondamenta un sistema che ha portato la Colombia ai limiti dell'inferno.

Decisamente il più bello di quelli letti negli ultimi mesi.
Capace di trasmettere coraggio, ottimismo, voglia di combattere e di non lasciarsi abbattere.
In grado con parole semplici di insegnare che si può cadere ma che ci si può rialzare più forti e ottimisti di prima.
La Betancourt, essere umano di grande sensibilità e coraggio, merita tutto il nostro rispetto.


A questo punto..BUONA LETTURA A TUTTI!

giovedì 7 agosto 2008

"Questo amore" di Jacques Prevert

Per inziare, una delle più belle poesie d'amore che siano state scritte.
Dedicata, scusate la botta di romanticismo, a tutti coloro che si amano.



"Questo amore Così violento Così fragile Così tenero Così disperato
Questo amore Bello come il giorno E cattivo come il tempo Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero Questo amore così bello Così felice Così gaio E così beffardo Tremante di paura come un bambino al buio E così sicuro di sé Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri Che li faceva parlare Che li faceva impallidire
Questo amore spiato Perchè noi lo spiavamo Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perchè noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero Ancora così vivo E tutto soleggiato E’ tuo E’ mio E’ stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova E che non è mai cambiata Vera come una pianta Tremante come un uccello Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due Andare e ritornare Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci Risvegliarsi soffrire invecchiare Addormentarci ancora Sognare la morte Svegliarci sorridere e ridere E ringiovanire
Il nostro amore è là Testardo come un asino Vivo come il desiderio Crudele come la memoria Sciocco come i rimpianti Tenero come il ricordo Freddo come il marmo Bello come il giorno Fragile come un bambino Ci guarda sorridendo E ci parla senza dir nulla E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te Grido per me Ti supplico Per te per me e per tutti coloro che si amano E che si sono amati
Sì io gli grido Per te per me per tutti gli altri Che non conoscono
Fermati là Là dove sei Là dove sei stato altre volte
Fermati Non muoverti Non andartene Noi che siamo amati Noi ti abbiamo dimenticato Tu non dimenticarci Non avevamo che te sulla terra Non lasciraci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre E non importa dove
Dacci un segno di vita Molto più tardi ai margini di un bosco Nella foresta della memoria Alzati subito Tendici la mano E salvaci."

BENVENUTI!

L'idea di aprire un blog è nata alcune settimane fa in maniera del tutto improvvisa ed inaspettata. Mai infatti avrei pensato di mettere in rete pensieri, idee ed opinioni spesso difficili da spiegare anche a chi ci sta accanto tutti i giorni.
Poi però mi sono detta che creare uno spazio comune, dove poter esprimere e confrontare le proprie idee e le proprie emozioni, poteva essere un modo utile per dar vita a dibattiti e discussioni costruttivi e necessari, credo, per la quotidianità che ci troviamo a dover affrontare.
La scelta del titolo poi è stata del tutto casuale.."Ho qualcosa da dirti" è una frase che ci sentiamo dire spesso e che magari a nostra volta spesso abbiamo detto.Una frase che può avere tanti significati, tante sfaccettature, che può presagire belle notizie ma che può darne anche di cattive.
Insomma, una frase che può dare inzio a quel qualcosa che a volte può cambiare la vita...
Benvenuti a tutti e buona lettura!!
Alex